Statements 2014, dichiarazioni d’intenti alla prova dell’opera

Valentina Chiappini, "Escupe se fai male alla mia amica ti pesto", 2014 tecnica mista su tela 100x120

Lunedì 23 giugno inaugura presso Circoloquadro la collettiva Statements 2014.2, a cura di Ivan Quaroni. La mostra prende le mosse da un workshop, giunto alla sesta edizione, a cui hanno partecipato gli artisti protagonisti: Valentina Chiappini, Pamela Del Curto, Angela Dibiase, Lorenzo Fabietti, Patricia Fraser, Marianna Gasperini, Klaus Morgue, Sara Rambaldi, Brigitta Rossetti, Serena Rossi, Martino Saccani, Ersilia Sarrecchia.

Il titolo Statements fa riferimento a quella che è la poetica di un artista, una sorta di dichiarazione d’intenti, di finalità perseguite e mezzi utilizzati. Nella forma di un breve testo inserito in catalogo, gli artisti illustrano allo spettatore la propria pratica artistica e le questioni teoriche, estetiche e sociali che affrontano, arricchendo la fruizione visiva dell’opera con un’interazione comunicativa.

Patricia Fraser, Red Clay 2013 stampa su carta  91x60 cm

Patricia Fraser, Red Clay 2013 stampa su carta 91×60 cm

L’esposizione affianca opere che si differenziano per tecniche utilizzate, media espressivi, tematiche affrontate. Non essendoci un fil rouge eletto a principio ordinatore, ciascun lavoro si carica di un discorso a sé e di una propria aura artistica, facendosi portavoce emblematico dell’arte di ciascuno e, nello stesso tempo, andando a comporre un piccolo panorama dello scenario artistico odierno.

Nel lavoro di Marianna Gasperini, linee sinuose date dall’uso del carboncino lasciano percepire il leggero movimento dei pesci nell’acqua marina. La luce vibra definendo le forme nel contrasto tra nero e bianco. Al tema dell’acqua come principio di rigenerazione e trasformazione si lega quello della donna, sorgente di vita.

Marianna Gasperini, "Mare II", 2008 carboncino su carta su supporto ligneo, 80x80

Marianna Gasperini, “Mare II”, 2008 carboncino su carta su supporto ligneo, 80×80

Alla fluidità del segno di Gasperini, si contrappone la gestualità informale di Ersilia Sarrecchia, che propone una riflessione sul tema della fertilità e della fecondazione. L’impronta segnica è dominante, e conferisce potenza emotiva alla composizione. Accanto alla liquidità uniforme dello smalto, la grafite introduce tracce definite e decise.

Il tema dell’amplesso è rivisto in chiave ironica da Sara Rambaldi in un’immagine che unisce passione e violenza. Il suo lavoro prende le mosse da un’elaborazione digitale dell’immagine, attraverso una selezione e un collage dei materiali disponibili in rete, e termina nella stampa con il torchio, unendo la modernità a una pratica di origine antica.

Anche Klaus Morgue elabora immagini ricercate in Internet, creando composizioni a collage equilibrate, simmetriche, in cui un horror vacui satura lo spazio attraverso un cromatismo minimalista. Klaus traccia architetture iconografiche che richiamano alla mente l’Apocalisse e il regno degli inferi, in cui templi abbandonati, divinità e corpi sono rischiarati da un cielo metafisico a fasce blu e oro, che dona una fissità bidimensionale, quasi bizantina, alla scena visionaria.

Klaus Morge, "Untitled", 2012 acrilico foglia oro e collage su tavolo, 30x63

Klaus Morge, “Untitled”, 2012 acrilico foglia oro e collage su tavolo, 30×63

La tecnica del collage è ripresa da Serena Rossi per creare composizioni polimateriche e pirotecniche. All’assemblage di carta, alluminio, stoffa, si associa l’esplosione cromatica dei colori spray, che colano sulla tela secondo una casualità limitatamente governabile.

Un immaginario intimo, che risente del vissuto quotidiano è proposto da Valentina Chiappini, Brigitta Rossetti e Patricia Fraser. Nell’opera di Valentina Chiappini la memoria e i ricordi lasciano un segno indelebile. Il calligrafismo si innesta su ampie campiture di colore, che sezionano la tela in diverse visioni e fasi. Il vissuto interiore diventa puro colore sul quale si assemblano pensieri, simboli, figure. La parola scritta crea un diario emozionale, e l’arte si fa mosaico di vita.

Valentina Chiappini, "Escupe se fai male alla mia amica ti pesto", 2014 tecnica mista su tela 100x120

Valentina Chiappini, “Escupe se fai male alla mia amica ti pesto”, 2014 tecnica mista su tela 100×120

Per Brigitta Rossetti l’arte è strettamente legata a ciò che la circonda, alle emozioni e agli stati d’animo che le derivano da un dialogo intimo con la natura. Il suo lavoro invita a un silenzioso raccoglimento, a un’estatica contemplazione della natura, stabilendo un contatto con lo spettatore tramite l’apposizione di una scaletta con la quale accedere metaforicamente al brano naturale.

La fotografia è rappresentata in mostra da Patricia Fraser (sua l’opera che apre quest’articolo, “Red Clay”, stampa su carta 90×61), che come elemento centrale della sua ricerca pone l’indagine di una forma così sfuggevole e soggetta al cambiamento come la propria ombra. Indaga il rapporto di quest’ultima con le superfici, che si trasformano in pattern decorativi, in scenari spazio-temporali che rivelano un luogo, una stagione, un ricordo. La propria ombra è legata all’hinc et nunc dell’essere, è presenza ed essenza di ogni persona, e Patricia imprime sulla pellicola questi istanti di una memoria più profonda.

Simile a un’ombra, il protagonista del lavoro di Lorenzo Fabietti pare fluttuare in uno spazio non definito, incerto. Una figura sola, immobile, silenziosa, che pare tormentata e inquieta come la pittura che la definisce. La tensione espressiva si traduce in graffi e tagli che lacerano la compattezza del colore, mentre l’uso singolare del catrame conferisce matericità alla composizione.

Lorenzo Fabietti, "Figura Sola, 2014 tencica mista su tela

Lorenzo Fabietti, “Figura Sola, 2014 tecnica mista su tela

Anche le forme ritratte da Angela Dibiase prendono forma dal colore e dalla pennellata. Si delineano profili di oggetti quotidiani, casalinghi, che perdono la loro funzione per ridursi a simbolo. La gamma cromatica dona freddezza e incisività agli oggetti, che, senza contorni delineati e dalle forme quasi stilizzate, si impongono sulla tela assumendo una valenza iconica.

Di oggetti si occupa anche Martino Saccani, che redige il Manifesto dell’Arte Oggettiva. Al centro della sua ricerca si instaura una riflessione sul ready-made duchampiano, ovvero il prelevamento e la ricontestualizzazione di un oggetto al fine di dotarlo di un valore artistico e concettuale. La forza comunicativa delle sue parole, citando un brano di Spiderman, invita a una riflessione sull’essere artisti e sul ruolo che questi ricoprono nella società.

Condivide la stessa potenza comunicativa Pamela Del Curto, che attraverso le sue azioni denuncia e scardina pratiche e convenzioni sociali, o le pone sotto una diversa luce scostandosi dalla percezione abitudinaria. Il lavoro proposto testimonia l’intervento compiuto dall’artista di affissione di manifesti pubblicitari al contrario, valorizzando cioè quel blu reale che normalmente è celato alla vista. Propone così uno sfondamento fittizio delle pareti per creare un collegamento con l’azzurro del cielo, abbassandolo allo sguardo dei passanti.

STATEMENTS 2014.2

a cura di Ivan Quaroni

ConValentina Chiappini, Pamela Del Curto, Angela Dibiase, Lorenzo Fabietti, Patricia Fraser, Marianna Gasperini, Klaus Morgue, Sara Rambaldi, Brigitta Rossetti, Serena Rossi, Martino Saccani, Ersilia Sarrecchia

Inaugurazione: lunedì 23 giugno 2014, dalle 18.30

In mostra dal 24 al 28 giugno 2014

Orari: da lunedì a sabato dalle 15 alle 19, o su appuntamento

Informazioniinfo@circoloquadro.com, Tel. 339 3521391

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