Poldi Pezzoli, se il design è di casa


Una casa museo ottocentesca, sede di un collezionismo d’altri tempi, e un design contemporaneo che unisce stile e funzionalità. Questo confronto avviene al museo Poldi Pezzoli di Milano, nell’ambito della mostra La casa morbida. Tra arte e design, che, con la saturazione di appuntamenti de Fuori Salone alle spalle, resta una tappa importante per chi è interessato a una modalità non convenzionale di presentare il design.

La mostra s’inserisce in un palinsesto consolidato: il Poldi Pezzoli, con la collaborazione di Foscarini, propone annualmente un’esposizione sul tema del design e delle arti visive. Quest’anno ad inserirsi negli spazi museali è il design tessile, con  sedute, tappeti, arazzi, imbottiti di vario tipo, scelti per le qualità estetiche e artigianali.

Si parte con un pezzo “storico” come Tappeto volante (1974-75) di Ettore Sottsass, un divano in serie limitata che contamina Oriente e Occidente, di cui pure si occupano Nipa Doshi e Jonathan Levier in Principessa (2008), riunendo la tradizione indiana dell’accomodarsi su più cuscini e il letto occidentale. Nello Studiolo Dantesco è presente Gaetano Pesce con Feltri (1987), ovvero un trono di feltro senza struttura rigida e ricoperto da una morbida trapunta che richiama i suoi divani già presenti nel museo (La Michetta, 2005).

Gaetano Pesce_FELTRI _Cassina

Per le sedute si alternano diverse tendenze: dalla Rag Chair n.159 di Tejo Remy (1991), composta dall’assemblaggio di stracci e abiti dismessi, memore dell’arte povera, si passa all’esuberante kitsch di Carla Tolomeo visibile in Pisces Chair (2011) decorata da pesci di velluto e posta in dialogo con la fontana neo-barocca dello scalone antico, e in Butterfly for Gillo (2012) sul tema delle farfalle.

Tra gli arazzi si annovera Studio Story Strip 2 (2007) di Pae White, che pare imitare la tecnica del collage, mentre Marco Ferreri con Forte Fibra (2004) opta per un moderno arazzo in fibra di vetro. Nel Salone Dorato un’intera parete è dominata da un arazzo (Untitled, 1988) di Rosemarie Trockel che omaggia la tessitura femminile proponendo un motivo astratto che raffigura un intreccio di nodi; accanto, Donata Paruccini è presente con Pakistan (2009), un tappeto la cui decorazione a scacchi è volutamente irregolare per esaltare ciò che comunemente sarebbe considerato un errore.

RosemarieTrockel_Untitled1988_GalleriaLeCaseDArte

RosemarieTrockel_Untitled1988_GalleriaLeCaseDArte

Sul pavimento della Sala d’Armi è collocato l’Intrigue Japonaise (2013) di Paolo Cappello, tappeto in lana con un ricamo di tradizione nepalese che raffigura un cavaliere; nella Sala Trivulzio è esposto un tappeto di Stefano Arienti, Aubusson Rosso (2006), il cui intreccio tessile acquista nuova visibilità grazie alla tinteggiatura monocroma operata dell’artista.

La mostra è arricchita dall’esposizione di frammenti di tessuto del XV e XVI secolo, normalmente conservati in archivio al riparo dalle fonti luminose. Questi frammenti rientrano in un generale sistema di rotazione delle opere del museo che al momento vede alcune opere trasferite a Tokyo in occasione di una mostra sulla propria storia.

L’insieme espositivo che deriva da questa commistione di elementi trasmette la percezione di trovarsi in un ambiente tanto eccezionale quanto domestico, sia per l’integrazione ben studiata degli oggetti nello spazio, sia per la mancanza di barriere tra spettatore e opere, che permette una visione non mediata di queste ultime, in un percorso che integra innovazione e tradizione, spirito giocoso e decorativismo, qualità artigianale ed eclettismo.

 

 

 

 

 

La casa morbida. Tra arte e design

26 marzo – 5 maggio 2014

Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12, Milano

Tel. 02 794889 / 02 796334

www.museopoldipezzoli.it

Design

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