Munari genio del Novecento


“Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima” (1992, Verbale scritto, il melangolo). Un’osservazione quanto mai attuale pronunciata da Bruno Munari (Milano, 1907-1998), brillante designer e artista a cui è dedicata un’esposizione temporanea al Museo del Novecento. Come sempre affibbiare etichette è facile, ma spesso ci  dicono tutto e niente. In questo caso, la sua è una di quelle personalità eclettiche dove fantasia, capacità progettuale e curiosità sono un tutt’uno.

Eccessivo chiamarlo genio? Io non credo. Si stenta a credere che una singola persona abbia potuto maturare così tante idee e progetti che non possono far a meno di stupire. Munari ha vissuto e ha plasmato il Novecento, appropriandosi dei modi e delle idee delle Avanguardie storiche, stimolando movimenti come il Gruppo T o il Movimento Arte Concreta e influenzando singole personalità, da Giulio Paolini (1940, Genova) a Davide Mosconi (Milano, 1941-2002). In mostra si succedono disegni, bozzetti, dipinti e sculture che ci evidenziano la vastità del suo estro.
Bruno-Munari-Museo-del-Novecento-Milano-3-150x150 Dalle divertenti forchette (1958-70), che ci parlano attraverso i loro rebbi acconciati in varie pose, alle sue sculture pieghevoli (1958), semplici cartoncini colorati trasformati in opere da viaggio, fino ai Libri illeggibili (1953; 1966; 1967), dove il testo è costituito ancora una volta da cartoncini colorati, tutto pare creato per divertire. Sorprendenti sono anche i Fossili del 2000 (1959; 1979; 1985), valvole termoioniche che sembrano parte di una scenografia fantascientifica. E come non sorridere alla vista sue maschere (Guardiamoci negli occhi, 1969-1970), vagamente tribali, o dei suoi occhiali paraluce (1954), la cui utilità è alquanto dubbia. A proposito di inutilità, come non citare le sue famose macchine inutili (1930-33), per le quali è stato spesso associato a Alexander Calder (Lawton1898 – New York, 1976) e che tanto clamore hanno suscitato.DSC4717-500x333 Bruno Munari sembra parlarci in un’altra lingua, ma del resto è proprio lui ad aver inventato una scrittura illeggibile di un popolo sconosciuto (1984).  È chiaro ormai che non ha voluto prendere con serietà nessun aspetto della vita e quindi dell’arte. Tutto fa parte di un grande gioco al quale partecipano, consci o no, grandi e piccini.

 

Munari Politecnico

Dal 6 aprile al 7 settembre 2014

 

CURATORE: Marco Sammicheli con la collaborazione di Giovanni Rubino

LUOGO: Museo del Novecento – Via Marconi, 1

TEL.:   +39.0288444061

E-MAIL: museodelnovecento@civita.it

SITO UFFICIALE: http://www.museodelnovecento.org/

Arte

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