Gebrek, monologo interrotto al Teatro Litta

Foto di scena di Gaetano Giambusso

Lo spettacolo Gebrek. Monologo interrotto in due parti di Claudio Elli, è stato in scena dall’11 al 20 dicembre 2014 presso la Sala La Cavallerizza del Teatro Litta di Milano.

Sul palco Gebrek, un dittatore senza pietà, racconta compiaciuto i propri successi. Accanto a lui un muto compagno di scena siede immobile, stretto ad una ventiquattrore e al soprabito.
Siamo in un futuro imprecisato e l’intero pianeta è sotto il controllo di questo terribile despota che, spinto dalla noia, organizza lo sterminio di quelli che lui chiama “scarafastri”: gli insetti più fastidiosi di tutti, quelli a due zampe, gli esseri umani. Tra questi ecologisti, vegani, podisti e ciclisti sono i peggiori, diverranno perciò le prime vittime del suo grandioso piano di sterminio.

La narrazione è accompagnata dalla comparsa dei disegni di Alex Miozzi, giornalista e fumettista, che ha realizzato l’adattamento comics dello spettacolo. Nelle sue figure in bianco e nero prende forma l’immagine del dittatore che sul palco disegna se stesso, per mostrarsi al pubblico.

Gebrek in scena è un personaggio multiforme, mentre narra la sua strategia di conquista e distruzione, si muove come uno scienziato che ha superato il limite della follia. Indossa un grande grembiule bianco e traffica con una bambola di pezza e un coltello dentro ad un lavandino, spacca uova contro un vetro, alla ricerca di chissà quale ingrediente segreto. Lo scopo delle sue azioni non è perfettamente comprensibile, ma sappiamo che qualunque sia il suo fine, esso è spaventoso.

Foto di scena di Diletta Nicosia

Foto di scena di Diletta Nicosia

Nella sua crudeltà senza confini, il protagonista è l’eroe della propria storia e l’antieroe delle nostre coscienze: lui è grande, forte e cattivo, lui può tutto e fa tutto, si spinge fino ai limiti della morale umana e li oltrepassa. Gebrek mostra la parte oscura di sé, senza nessuna forma di ritegno, costringendo lo spettatore a fare i conti con la propria. In fondo è vero, spesso un gattino riesce a muovere più sentimenti compassionevoli rispetto a molto altro e Gebrek ce lo dice.

Due schermi proiettano i video dell’artista Francesca Lolli, che dialogano con l’azione scenica, interrompendola e continuandola in una dimensione altra. In essi uomini e donne si muovono, i corpi si sporcano, strisciano e si feriscono. Saranno questi gli “scarafastri”?

Improvvisamente una voce femminile fuori campo chiama il protagonista, il monologo è interrotto, l’inganno è svelato. Sul palco non c’è un temibile dittatore malvagio, ma un uomo qualunque, sulla cinquantina, che abita ancora con la madre e passa le giornate in uno scantinato con l’amico di sempre. Gebrek è il figlio, un po’ troppo cresciuto, che non porta fuori la spazzatura, la voce rivelatrice è la madre che lo rimprovera. Il mito di sé che il protagonista ha creato, crolla e tutto quello che lo spettatore ha creduto sino ad ora è smentito.

Ed è questo il momento in cui l’altro personaggio in scena, sino ad ora immobile e in silenzio, prende la parola, trangugiando un bicchiere di vino rosso. Egli afferma, rivolto al suo amico, che al giorno d’oggi sarebbe impensabile una storia come la sua. Ora che la democrazia è consolidata, dice, non potrebbe mai salire un governo non eletto..

Gebrek è spregevole, è giudicante, è condannabile, è il cattivo. Eppure è lui stesso che ci mette davanti ad una verità, lui non ha creato nulla di nuovo, per portare a compimento il suo progetto ha sfruttato ciò che c’era già: l’odio e le differenze.

 

Gebrek

Monologo interrotto in due parti di Claudio Elli

interpretazione e regia di Riccardo Magherini e Claudio Elli
comics di Alex Miozzi
disegno luci Marco Meola
video Francesca Lolli
voce femminile fuori campo Federica Armillis
altre voci fuori campo Sveva Dondi, Martino Dondi, Ruggero Dondi, Caterina Lucia, Arianna Lucia
musica nella sigla di chiusura Mishaela di Noa e NefEsh
esecutori Trio NefEsh (violino Daniele Parziani, chitarra Manuel Buda, contrabbasso Davide Tedesco)
si ringraziano Lab121, Istituto italiano di Fotografia di Milano

TEATRO LITTA
Corso Magenta 24, Milano
Biglietteria: 02 86454545 _ promozione@teatrolitta.it
Sito web: http://www.teatrolitta.it/
Ufficio stampa: Diana Belardinelli _ comunicazione@teatrolitta.it

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