“Evolving”, da Artespressione a confronto artisti italiani e coreani


La collettiva Evolving” a cura di Matteo Pacini, inaugurata giovedì 16 ottobre, occuperà gli spazi della galleria milanese Artespressione di Paula Nora Seegy, in via della Palla 3, fino al 6 dicembre 2014.

Questa mostra è anche occasione di gemellaggio artistico tra Italia e Corea del Sud, in essa si sviluppano, infatti, due discorsi paralleli, intrecciati dalla volontà di promuovere l’arte emergente, quella dei giovani formati nelle accademie. Si crea così un dialogo tra due progetti autonomi: al pian terreno si trova “È sottoterra che nascono i fiori”, generato dalla riflessione artistica di Elena Dati, Paolo Romani, Diletta Rondoni e Antonio Rossi, artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. Mentre al primo piano è allestito “Orange Bridge”, dall’omonimo progetto di promozione artistica e culturale di artisti italiani e coreani, nato nel febbraio 2014, che sino ad oggi ha organizzato ben tredici esposizioni tra Milano e i comuni dell’hinterland.

In “È sottoterra che nascono i fiori”, le opere dei giovani artisti riescono ad immergere il visitatore all’interno di quel terreno che costituisce il nutrimento sostanziale del loro lavoro. Lo spettatore viene accolto dalle opere di Elena Dati, caratterizzate dalla stessa delicatezza delle piume che l’artista collezionava da piccola, in cui il segno si fa ricamo delicato e geometrico.

Elena Dati, "Anna", biro rossa,blu e nera su carta, cm 53x28

Elena Dati, “Anna”, biro rossa,blu e nera su carta, cm 53×28

L’occhio si perde all’interno dei paesaggi dissolti di Paolo Romani, dove incontra l’autoritratto dell’artista, impresso nei colori come l’ultima immagine rimasta sulla retina. Le Nature di ceramica realizzate da Diletta Rondoni, vengono presentate al visitatore come doni della natura, frutti dell’indagine sulle forme variabili che la materia offre allo sguardo dell’artista. I lavori di Antonio Rossi sono “esistenze sospese”, in cui le figure vengono lasciate vagare nello spazio della propria interiorità, stesso spazio in cui si trova ad interrogarsi lo spettatore.

Antonio Rossi, "ViandantI", pittura ad olio su tavola, 22x30x6 cm,

Antonio Rossi, “ViandantI”, pittura ad olio su tavola, 22x30x6 cm,

Orange Bridge offre invece un insieme più variegato ed eterogeneo, che permette al visitatore di avere una panoramica degli artisti usciti dalle accademie della Corea del Sud. Si comincia con Coming of age ceremony, la tela del giovane Jung-Wan Chae, in cui viene rappresentata la straziante tortura del consumismo contemporaneo.

Jung-Wan Chae, "Coming of age ceremony", acrilico su tela, 72x53 cm

Jung-Wan Chae, “Coming of age ceremony”, acrilico su tela, 72×53 cm

Sulla stessa parete l’autoritratto della pittrice Egan Kim, da sempre interessata all’indagine del corpo femminile, che in quest’occasione scompone il proprio viso attraverso la tecnica del disegno cieco; e Circle and cells, un delicato e luminoso studio sulla figura del cerchio, realizzata da Jung-Hyun Chiara Park. Il percorso proposto al visitatore continua con l’opera di Ho Lim 99 lines-a woman, parte della serie in cui l’artista stimola l’intuitività umana attraverso la scomposizione di oggetti in linee e colori. Al centro della sala campeggia la scultura The theory that human nature is fundamentally evil del duo di giovani artisti conosciuti come Bonjill, le cui composizioni realizzate da materiale organico, tra cui anche ossa animali, indagano le forme primitive dell’umanità e la sua natura animalesca. Elementi della tradizione orientale sono, invece, ripresi dal guazzo su tela di Yoo-Jung Lee, dove un paesaggio montuoso dai colori tenui viene attraversato da leggerissimi aerei di carta (vedi immagine in evidenza), e da Fan of fortune di Jae-Hong Park, in cui la sagoma di un ventaglio, oggetto tipico della tradizione coreana, ma anche cinese e giapponese, è formato da caratteri Hangul, sotto di esso, piccole linee nere orizzontali rappresentano lo Ying Yang, altro importante simbolo della tradizione asiatica. Il corpo spezzato dell’acrilico di Hyun-Hyee Shim, invece, riporta ad una riflessione artistica maggiormente concentrata sull’individuo e le sua instabilità psicologica. Anche Eun-Sil Cho tratta dell’individuo contemporaneo, attraverso l’antropomorfizzazione di spazio e oggetti, l’artista, analizza la relazione tra l’individuo e i propri alter ego.
Orange Bridge, il ponte arancione, non collega solamente Italia e Corea del Sud in uno scambio di esperienze artistiche, ma rende anche possibile un dialogo continuo tra realtà presente e tradizione passata all’interno del panorama culturale asiatico.

EVOLVING
“Evoluzione di percorsi accademici in un gemellaggio tra Italia e Corea”

a cura di Matteo Pacini

Con: Elena Dati, Paolo Romani, Diletta Rondoni, Antonio Rossi, Bonjill, Jung-Wan Chae, Eun-Sil Cho, Egan Kim, Yoo-Jung Lee, Ho Lim, Jae-Hong Park, Jung-Hyun Chiara Park, Hyun-Hyee Shim.

In mostra dal 16 ottobre al 6 dicembre 2014.

Orari: da martedì a sabato dalle 12.00 alle 20.00.
Lo spazio-showroom è aperto durante il periodo delle esposizioni e su appuntamento.

Informazioni: artespressione@gmail.com – Tel: 0039 329 9648086.

Recensioni

Leave a Reply